Agriturismo in autunno: contro la malinconia di Milano
Autunno, stagione mediana, dove lo spirito del divertimento abbandona i fasti dell’estate e si appronta alle riflessioni dell’inverno. Per chi vive in città, soprattutto in appartamenti a Monza, Rho, ed altre grandi centri dei dintorni di Milano, non è facile però sopravvivere alla malinconia che i colori, le atmosfere e le piogge autunnali portano con sè. Il respiro grigio della città non è facile da sostenere, un cappotto più pesante non basta a riscaldare un cuore in balia di verticalità di cemento e orizzontalità intrise di smog. Il senso di qualcosa che manca accompagna il cittadino come una cane triste, portato a passeggio per il bisognino serale, in un rito quotidiano che misura l’inesorabile scandire del tempo sugli orologi digitali delle piazze antistanti al parco. Ma a volte basta poco per scardinare la monotonia, l’angustia del vivere tra muri che altri hanno edificato e gettano addosso un senso di estraneità. Concedersi un fine settimana in un agriturismo della Lombardia, magari alla ricerca di castagne nelle zone del Varesotto o dell’Alta Brianza, può rilvelarsi un prezioso chiavistello: non si può sfuggire all’autunno, ma non appena si mette piede in campagna, ci si accorge che la terra ha un altro odore, sa di madre, di abbracci in una culla che il patrigno di asfalto, con il suo asettico soprabito, ci aveva fatto dimenticare. Sembra di sentire il rumore di una foglia che cade mentre l’anima, di colpo leggera, si solleva più su.

